Ambulatori Roma 3, la Cgil “bacchetta” l’azienda

Asl Roma 3: anche la Cgil area centro-litoranea, chiede all’azienda sanitaria di non procedere alla ricerca di nuovi locali per uffici o ambulatori, avviata con avviso pubblico reso noto sulla pagina social della Regione Lazio. Con una nota, l’organizzazione sindacale – che tanto si è battuta per acquisire alcuni locali da dedicare a servizi pubblici della Asl e di una Rsa – fa presente che prendere il locazione strutture private è un onere che oggi la sanità pubblica non può permettersi, specie quando si hanno a disposizione spazi immensi come l’ospedale Forlanini, che ricade nel territorio di competenza della Asl e che disporrebbe di 280mila metri quadrati di superficie, molti ridotti ormai in condizioni strutturali problematiche, causa abbandono e mancata manutenzione da parte di chi avrebbe dovuto provvedere, ovvero la Regione stessa. I sindacalisti della zona ovest e litoranea, in cui ricade l’amministrazione della Asl Roma 3, sottolineano inoltre la richiesta già avanzata dalla Cgil e sostenuta dal coordinamento di associazioni e cittadini per il “Forlanini bene comune” – un cartello di gruppi di attivisti che da anni si batte per la riconversione del complesso a struttura sociosanitaria – a cui la Regione Lazio sembrava aver accordato una risposta positiva, salvo poi abbandonare inspiegabilmente la trattativa avviata tra la stessa Cgil, il coordinamento di cittadini e, in rappresentanza della Regione Lazio Maurizio Veloccia, allora capo segreteria del presidente Nicola Zingaretti, oggi assessore all’Urbanistica della giunta comunale di Roberto Gualtieri. Nell’avviso pubblicato, si rende noto che la Asl ricercherebbe un immobile di 7000 metri quadrati, da destinare ad ambulatori e uffici, con possibilità di parcheggio. Tutte caratteristiche presenti nell’ospedale chiuso il 30 giugno 2015 con decreto di Zingaretti, quale commissario ad acta per il rientro dal deficit sanitario il quale, a commissariamento concluso (e a deficit non ancora ripianato, ndr), ha pensato bene di non inserire il grande complesso di Monteverde tra le strutture per cui la delibera di giunta 1005 del 30 dicembre 2021 – “Piano nazionale ripresa e resilienza (Pnrr) Missione Salute 6 – Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale. Investimenti 1.1, 1.2, 1.3. Definizione piano – Identificazione strutture Pnrr” – prevede cospicui finanziamenti. Sicuramente, la ristrutturazione del complesso sarebbe troppo onerosa, al contrario di un modesto restyling di qualche ambulatorio, già spacciato in passato come improponibile casa della salute.