Ciao Antonello, bonario caposala
Fassari, scomparso a 72 anni, interpretò il caposala in una serie girata al Forlanini di Roma
Lo abbiamo conosciuto così, nei panni di un navigato caposala, di quelli con esperienza da vendere che solo le affollate corsie ospedaliere di un tempo sapevano regalare. Era la guida di tutti i giovani infermieri, nella lunga serie “Medicina generale”, girata interamente all’ospedale romano “Carlo Forlanini”, per quattro densissime stagioni, in un’ala abbandonata del nosocomio in dismissione. Se n’è andato a 72 anni, a causa del male che lo aveva colpito da tempo e lascia un vuoto incolmabile tra chi gli era vicino e tra chi, come chi scrive, aveva avuto modo di apprezzarne l’umanità, l’empatia, la signorilità. Popolarissimo, grazie all’amata e seguita serie televisiva “I Cesaroni”, in cui interpretava l’oste Cesare, alternava la tv al teatro ma furono i programmi di intrattenimento a imporlo al grande pubblico come attore dalla vena comica, sebbene nel 1975 si fosse diplomato all’Accademia di arte drammatica “Silvio D’Amico”. Dolore e sgomento tra i colleghi che, sebbene fossero informati sulla serietà della malattia, non pensavano a una scomparsa così repentina. “Per me è un pezzo di vita che va via, è dura anche parlare – ha rivelato con commozione Claudio Amendola, al suo fianco nella fortunata serie sulla esuberante famiglia romana – mi aspetto che stia borbottando da qualche parte lassù”. Si, perché Antonello era perfetto nei panni del maturo saggio che, malgrado qualche rimbrotto, è sempre in prima linea per guidare i giovani sulla buona strada. In “Medicina generale”, serie girata interamente in ospedale, che racconta la vita di un gruppo di infermieri e medici del reparto di un nosocomio romano col nome di fantasia Sant’Angelo, Antonello interpretava Angelo De Santis, personaggio centrale a cui tutta l’équipe faceva riferimento specie per confidare problemi e angosce personali. Lo ricordiamo così, il caposala apparentemente intransigente ma profondamente umano, che vedeva nei suoi giovani colleghi tanti figli da proteggere e istruire sulle buone pratiche da applicare in ospedale. E, come i vecchi caposala di un tempo, non poteva non essere riluttante, nei confronti di chi arrivava in reparto fresco di laurea in Scienze infermieristiche, tanto da rimbrottare il timido e inesperto infermiere Marco Forti, impersonato da Michele Alhaique con un perentorio: “Studiate studiate ma nun me pare che capite!”. Ci piace ricordarlo così, con l’immagine lieve che la sua saggezza, tutta romana, gli donava. (Nella foto: Fassari, a sinistra, sul set di Medicina generale)