Croce Rossa: uno spiraglio per i neurolesi
Chiusura il 1 giugno, inderogabile. La nota del presidente della Croce Rossa di Roma Flavio Ronzi del 24 aprile è tassativa. Se non interverranno nuovi elementi il centro di educazione motoria (Cem) di via Ramazzini chiuderà i battenti, dopo una estenuante battaglia che va avanti da mesi, forse da anni tra alti e bassi. Attivo da più di 50 anni, accreditato fino allo scorso anno dalla Regione Lazio, il centro assiste 60 pazienti neurolesi, alcuni in condizioni gravissime, molti senza famiglia. In tre anni la Regione Lazio ha tagliato il 30 per cento dei finanziamenti destinati alla struttura. Assicurare assistenza qualificata a ragazzi con deficit motori significativi, a pazienti non autosufficienti, con circa 4 milioni di disavanzo non è impresa facile, secondo Ronzi. In questi anni il Cem è stato l’unica risorsa per garantire assistenza adeguata a persone con handicap gravi. La lettera di “avviso di sospensione attività”, prende le mosse da inadempienze varie che si trascinano dallo scorso novembre. Per i ragazzi, fino a pochi giorni fa era prevista la futura destinazione alle Asl di competenza, che avrebbe significato, secondo operatori e genitori, un grave danno sul piano assistenziale e psicologico.
Scongiurata la chiusura il 31 dicembre scorso, si è andati avanti sperando in un intervento della Regione Lazio che, con la nuova amministrazione non si è fatto attendere. Il presidente e commissario alla Sanità Nicola Zingaretti ha valutato la possibilità di utilizzare un’ala dell’ospedale Forlanini, che si trova dall’altro lato di via Ramazzini, quindi vicinissimo, ed attualmente è utilizzato al 10 per cento delle potenzialità, causa trasferimento di reparti e servizi nel vicino San Camillo. La massiccia mobilitazione di operatori e parenti, le prese di posizione di molti amministratori e rappresentanti delle istituzioni hanno avuto un effetto risolutivo. La stessa Croce Rossa ha compiuto un notevole sforzo, in carenza di risorse, per mantenere in vita un centro fondamentale per la cura e l’assistenza di malati in condizioni severe. “Nessuno può esimersi da una battaglia di civiltà” ha precisato il presidente Ronzi, citando a memoria tutti gli slogan riportati sugli striscioni della disperazione affissi da mesi sull’edificio che attualmente ospita il Cem. Anche la petizione lanciata on-line da una mamma ha prodotto i suoi effetti e la nuova Regione Lazio ha mostrato immediatamente il cambio di passo.