Endometriosi, la malattia è nota a una donna su due, eppure, ne soffre il 15% della popolazione femminile, secondo dati diffusi dal ministero della Salute. Si tratta di una patologia cronica che provoca spasmi pelvici intensi, è particolarmente invalidante e, se non trattata nel modo adeguato, può portare all’infertilità. Purtroppo, è spesso diagnosticata in ritardo: in media le donne che ne soffrono attendono anche più di otto anni prima di ricevere una diagnosi corretta. Per questo, è necessario sensibilizzare l’opinione pubblica e far conoscere alla popolazione i percorsi offerti dal Servizio sanitario nazionale. Pesanti sono le ricadute della patologia e vanno al di là degli aspetti puramente sanitari: sono in grado di condizionare pesantemente l’intero percorso esistenziale della donna, con ripercussioni in ambito scolastico, lavorativo, sportivo, sociale e affettivo. In linea con la consolidata tradizione dell’Ostetricia e Ginecologia, sempre dalla parte delle donne, l’ospedale San Camillo di Roma, in occasione della Giornata Internazionale dell’Endometriosi – che si celebra il 28 marzo – nel mese di aprile apre le porte mettendo a disposizione 40 prestazioni specialistiche, al di fuori delle liste d’attesa ordinarie, per offrire un supporto concreto a chi ha una diagnosi di endometriosi accertata o in corso di definizione. Le donne con diagnosi conclamata sono almeno 3 milioni, il picco si registra tra i 25 e i 35 anni ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse. La diagnosi arriva spesso dopo un percorso lungo; tra i sintomi ricordiamo dismenorrea, infertilità o forti dolori pelvici. Occorre perciò una risposta certa alle donne sofferenti. “Abbiamo deciso, in occasione della giornata internazionale dell’endometriosi, di offrire prestazioni in più rispetto a quelle prenotabili  attraverso il Recup – spiega Maria Giovanna Salerno, responsabile del reparto Salute della donna e del bambino del San Camillo – Il nostro obiettivo è garantire alle donne un accesso più rapido e agevole alla diagnosi e alla terapia, riducendo i tempi di attesa e migliorando la qualità della presa in carico”. Sarà possibile accedere a visite specialistiche accurate, con strumentazioni di ultima generazione, per il trattamento e la diagnosi della endometriosi. Si potrà prenotare esclusivamente nella giornata del 28 marzo, scrivendo a marzoalsancamillo@gmail.com, specificando la prestazione richiesta o chiedendo di anticipare la visita già prenotata, sostenendo soltanto il costo del ticket a meno che non si goda di esenzione. Le prenotazioni saranno accettate fino ad esaurimento posti e sarà possibile l’accesso anche ad ambulatori dedicati ad altre patologie uterine, come i miomi o fibromi, patologia diffusa, che colpisce il 70% delle donne.

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