Infermieri, un congresso che proietta la professione in Europa. Ė questo il senso della terza edizione dell’assise della Fnopi, Federazione nazionale ordini delle professioni infermieristiche tenutosi a Rimini dal 20 al 22 marzo, che con la firma dell’accordo tra la presidente Barbara Mangiacavalli e l’omologo Mircea Timofte dell’European Nursing Council – ente fondato nel 2004 che riunisce gli organismi di rappresentanza della professione infermieristica in Europa – rafforza la regolamentazione dell’assistenza infermieristica, i diritti dei pazienti, la salute e la sicurezza in tutta l’Unione europea. Un appuntamento ricco di contenuti e di presenze, con cinquemila iscritti, 33 relatori, 15 ore di dibattiti, 24 ore di formazione e numerosi eventi in simulazione, per prendere coscienza di come realmente si svolge la professione all’interno delle strutture sanitarie. “Facciamo dell’infermieristica un progetto forte, capace di reggere le sfide di oggi e di domani – ha esortato Mangiacavalli in chiusura – investire sugli infermieri significa investire sul futuro di tutto il Paese”. La conferma di quanto sia necessario rilanciare la professione, è arrivata da tutti gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni, in primis dal ministro della Salute Orazio Schillaci, dal senatore Francesco Zaffini, presidente della X commissione Affari sociali e sanità di Palazzo Madama e da rappresentanti delle professioni, come il medico Nino Cartabellotta presidente della fondazione Gimbe, la medicina basata sulle evidenze scientifiche che, dati alla mano, ha dimostrato come la carenza di infermieri provochi serie ripercussioni sul diritto alla salute. Un precetto costituzionale che assume un valore globale, rafforzato dalla vicepresidenza dell’European Nursing Council affidata a Maurizio Zega, che ricopre analoga carica nella Fnopi. Una posizione critica arriva dai sindacati di settore Nursing Up e Rdb, che rilevano come il congresso abbia messo in secondo piano le istanze più avvertite dalla categoria. Per Nursing Up “la Federazione ha parlato al governo ma non ha ascoltato i suoi infermieri”. La criticità maggiore è il mancato riconoscimento di una progressione di carriera che possa condurre alla dirigenza per infermieri in possesso della laurea magistrale, che resterebbero così ancorati nella cosiddetta area di elevata qualificazione, considerata dal sindacato “un binario morto”. Poi il riconoscimento di figure ibride, quale l’assistente infermiere su cui “Fnopi ha preferito voltarsi dall’altra parte” secondo il Nursing, quando potrebbe, al contrario “agire sul fronte politico, esercitando il proprio ruolo istituzionale per orientare chi quei contratti li scrive e li impone”. L’impressione è che si voglia relegare la professione a un ruolo “subordinato e privo di prospettive, penalizzando la categoria”. Una penalizzazione, stigmatizzata con lo stesso vigore da RdB, le rappresentanze sindacali di base, che lamentano la mancata firma per il rinnovo del contratto della sanità “stanziando un misero 6% a fronte del 16% di inflazione nel triennio di riferimento 2022-2024” scrivono in un infuocato comunicato, criticando la Fnopi “che ha dimostrato subordinazione alla politica” e il governo che ha mostrato “segni di debolezza non riuscendo a chiudere due contratti su tre a causa della mancanza di risorse”. In occasione del congresso, è stato presentato il nuovo Codice Deontologico delle professioni infermieristiche, risalente al 2019, approvato all’unanimità nella seduta del 21 febbraio 2025 dal Consiglio nazionale e ufficialmente in vigore dal 22 marzo. Un testo articolato, diviso in otto capi con 53 articoli, 11 dei quali riguardano il rapporto con gli assistiti, dal dolore alla privacy, dall’assistenza ai minori alle cure nel fine vita, fino al segreto professionale, con la comunicazione punto centrale e il nuovo ruolo dei professionisti sia a livello di management che clinico, all’interno delle strutture sanitarie, sul territorio e nella libera professione.

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