Pronto soccorso amico, il Veneto al traguardo

prontossoccorsoSono 75 gli ospedali del Veneto che dall’inizio del mese di settembre presentano ai propri utenti una significativa innovazione per rendere più umano e accogliente il pronto soccorso. Si chiama “Progetto regionale gestione attese in pronto soccorso”, un piano a cui si sono adeguati tutti i reparti di emergenza con l’obbiettivo di migliorare il confort e venire incontro a pazienti e famiglie in un momento delicato come quello dell’attesa all’ospedale. Gli assistenti – selezionati tra 390 dipendenti Asl, 60 neo laureati in Scienze infermieristiche e 50 volontari con esperienza di guida e sostegno negli ospedali – portano un cartellino di riconoscimento con uno smile, una faccina sorridente stilizzata che apre le mani mimando il gesto di un abbraccio e la rassicurante frase “L’ospedale ti accoglie”, ripetuta nei cartelloni e opuscoli informativi resi disponibili a pazienti e accompagnatori. A bruciare le tappe è stato l’ospedale di Chioggia in provincia di Venezia, che ha attuato le previsioni dell’apposita delibera regionale fin dalla fine di agosto. Punti essenziali del progetto: informazione, accoglienza e comunicazione ai familiari stipati nelle sale di attesa dei reparti di emergenza. A supportare gli “angeli” del pronto soccorso non possono mancare le tecnologie: rete wi fi e schermi con aggiornamenti in tempo reale sui tempi di visite e attese. Il progetto pronto soccorso amico però si pone altri ambiziosi obiettivi: abbattere i tempi delle liste di attesa e indirizzare nelle strutture più idonee i cittadini che chiedono assistenza, cui è stato attribuito il codice bianco, ovvero coloro che non necessitano di cure immediate e indifferibili. Il Veneto così, si allinea a Toscana, Lombardia, Emilia Romagna che per prime hanno sperimentato il piano. Gli assistenti di sala, visti come veri e propri steward di un aereo, saranno agevolati da un restyling della logistica e della segnaletica. Così, nell’ospedale reso più umano, il Veneto è pronto a spiccare il volo verso quello che il governatore Luca Zaia vede come “un nuovo modo di intendere il pronto soccorso”.

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