Salute e globalizzazione, luci e ombre

vineisNel libro “Salute senza confini” Paolo Vineis illustra la correlazione tra economia e benessere

Nel mondo globalizzato, attraversato dall’inarrestabile progresso della scienza e della medicina, resistono sacche di povertà e arretratezza che mettono a serio rischio le condizioni di benessere di intere collettività. È questo il motivo dominante del libro “Salute senza confini: Le epidemie della globalizzazione”, presentato a Roma il 30 marzo nella sala convegni “Fandango Incontro” di via dei Prefetti. In esso l’autore Paolo Vineis, ordinario di epidemiologia ambientale presso le università di Londra, Torino e la Columbia di New York, stabilisce un nesso inscindibile tra salute ed economia: nel mondo globalizzato, dove tutto diviene incontrollabile, anche la salute potrebbe andare incontro allo stesso deterioramento subito dall’economia.

La tesi dell’autore poggia sull’analisi delle politiche di welfare, sempre più messe in discussione. Dalla dichiarazione di Alma Ata del 1978, che garantiva il diritto universale alla protezione e promozione della salute e del benessere alla riforma del 2013, con cui il governo conservatore britannico privatizza di fatto, il National Health Service, si ha la certezza che in salute, come in economia, gli effetti positivi delle riforme si manifestano a lungo termine, a differenza di quelli negativi, che colpiscono da subito persone fragili.

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