Sanità, il divario digitale non è legato al sesso
Un volume e una indagine tra i sanitari per promuovere l’equità di genere sul lavoro
Il divario di genere nella “cultura del digitale in sanità”, questo il tema al centro dell’incontro che si è svolto il 14 novembre al Senato, nella sala di Santa Maria in Aquiro, in cui è stato presentato il volume “Il digital gender gap nella cultura del digitale in sanità”, a cura della commissione donne della Associazione scientifica per la sanità digitale (Assd). Nata nel 2017, per promuovere lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia in ambito sanitario, l’Assd vuole sensibilizzare istituzioni, comunità scientifica, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti sulla necessità di incoraggiare le giovani donne a intraprendere studi scientifici e ad impossessarsi di competenze digitali. Da tempo è nota, in sanità, la difficoltà delle donne ad accedere alle tecnologie innovative e a posizioni di vertice. Sul tema, nel corso del convegno, è intervenuta Teresa Calandra, presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno, Tsrm e Pstrp), che ha evidenziato quanto il genere abbia un impatto sulla carriera dei professionisti sanitari, soprattutto se donne. Dai dati di una indagine condotta dalla Federazione nazionale tra i professionisti sanitari, è emerso che quasi un quinto (18,5%) delle persone intervistate ha incontrato difficoltà nel conciliare vita privata e lavoro. “Ciò nonostante – ha chiarito la presidente Calandra – il “gap” sul digitale nell’ambito lavorativo non appare legato al sesso della persona, ma piuttosto all’età, alla vocazione tecnologica della professione o all’organizzazione. Ne consegue – ha concluso Calandra – che non stiamo parlando solo di una questione femminile: riguarda la società, l’effetto positivo della diversità sulla creatività e la produttività delle organizzazioni, di conseguenza l’impatto economico, sociale e culturale. Riteniamo che sia importante garantire a tutti, indipendentemente dal genere, un’equa possibilità di beneficiare e contribuire nell’era digitale”. Per questo è importante una alfabetizzazione totale delle organizzazioni e delle realtà produttive, la mission principale per cui Assd è attiva e la presentazione del volume è solo il primo atto di un percorso che andrà avanti con determinazione. (Nella foto: Teresa Calandra)